Indagine conoscitiva sullo stato di salute della popolazione e dell’ambiente nella Città di Manfredonia

Giovedì 19 maggio, presso l’Aula Consiliare del Comune di Manfredonia, la Commissione scientifica incaricata di svolgere il progetto “Indagine conoscitiva sullo stato di salute della popolazione e dell’ambiente nella Città di Manfredonia” ne ha presentato lo stato di avanzamento del progetto.

Il dott. Emilio Gianicolo ha coordinato i lavori e aggiornato sullo studio di coorte dei lavoratori esposti. Successivamente il dott. Marco Cervino e la dott.ssa Cristina Mangia hanno riferito sull’avanzamento dello studio di esposizione ambientale. Infine la dott.ssa Vigotti ha presentato i primi risultati della valutazione dello stato di salute della popolazione.

Dal 1989, il Comune di Manfredonia è incluso in un’area definita dal legislatore “ad elevato rischio di crisi ambientale” e negli anni successivi, il Comune è stato incluso tra i “siti di bonifica di interesse nazionale”, in quanto soggetto alla contaminazione da una serie di sostanze che includono: benzene, etilbenzene, toluene, xilene, caprolattame, IPA, arsenico, mercurio, piombo, zinco, alluminio, nichel e azoto ammoniacale.

Il 26 settembre del 1976, a seguito dello scoppio, all’interno dello stabilimento ANIC, della colonna di lavaggio dell’impianto di sintesi dell’ammoniaca, una nube contenente una quantità di arsenico e suoi composti, compresa tra 10 e 30 tonnellate, si riversò nel territorio circostante, interessando anche la zona abitata, distante circa 2 chilometri dallo stabilimento.

A seguito dell’incidente furono condotti studi di mortalità sulla popolazione residente nell’area che hanno presentato indicatori in linea o inferiori ai riferimenti regionali o provinciali. Questi studi, a causa della diversità degli indicatori impiegati e delle aree esaminate, non permettono di valutare l’evoluzione dello stato di salute della popolazione residente nel Comune. Per questo motivo, il Comune di Manfredonia agli inizi del 2015, ha sottoscritto una collaborazione con l’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’ASL di Foggia per una ricerca di comune interesse dal titolo “Indagine conoscitiva sullo stato di salute della popolazione e dell’ambiente nella Città di Manfredonia”.

Come documentato in Epidemiologia e Prevenzione, rivista dell’Associazione Italiana di Epidemiologia, il protocollo di studio è stato discusso con il coordinamento in tutte le sue fasi e presentato in incontri pubblici con la popolazione. Lo stesso protocollo, validato da tre esperti indipendenti scelti dal Comune e dal coordinamento, è stato approvato dal Comitato etico dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Ospedali Riuniti” di Foggia.

Il 19 maggio sono stati presentati i primi risultati del progetto che consiste nella valutazione dello stato di salute della popolazione attraverso un’analisi della mortalità dal 1970 al 2013 e un’analisi, per coorte di nascita, dei deceduti per tumore al polmone.

Le analisi sulla mortalità sono basate sui dati ISTAT. Le analisi concernono tutta la popolazione residente, suddivisa in periodi, sesso e causa. Per ogni periodo, si sono scelti come popolazioni con cui fare confronti, la regione Puglia (1970-2013) e la provincia di Foggia (1980-2013).

L’andamento della mortalità generale presenta tra i residenti nel Comune di Manfredonia valori sempre inferiori a quelli delle popolazioni di riferimento, regionale e provinciale. In particolare, al netto dell’invecchiamento della popolazione, rispetto alla Regione (posto come indice=100) si passa negli uomini da un valore di 79 nei primi anni settanta a un valore di 91 nell’ultimo periodo disponibile (2012-13) e per le donne da 81 a 101 (perdendo quindi il vantaggio iniziale sulla media regionale). Come frequenza si passa, negli uomini, da 39 decessi annuali in meno rispetto alla Regione nei primi anni settanta a 23 decessi in meno nell’ultimo periodo analizzato, e per le donne da 30 decessi annuali in meno a tre decessi in più della media regionale. Questo significa che rispetto agli anni 70, nell’ultimo periodo si registra un decesso in più al mese negli uomini e due decessi in più al mese tra le donne.

Questa tendenza ad una progressiva omologazione ai valori regionali e provinciali, con le donne che nell’ultimo periodo si portano addirittura su valori superiori alla media regionale, è presente in tutti i grandi gruppi di cause. Per i decessi dovuti alle malattie cardiovascolari, i valori nell’ultimo periodo 2012-13 per gli uomini sono di 82 e di 102 nelle donne; per la mortalità respiratoria, i valori sono di 68 tra gli uomini e 103 tra le donne; e, infine, per le malattie dell’apparato digerente, di 79 negli uomini e di 117 nelle donne.

Per l’insieme dei tumori maligni, invece, Manfredonia si mostra allineata alla media regionale sin dagli anni settanta: il valore per gli uomini è 100, cioè identico alla media regionale, e per le donne invece da 93 nei primi anni settanta si porta a 102 nel 2012-13.

Il tumore allo stomaco presenta, negli uomini, due decessi annui in più nell’ultimo periodo.

La mortalità per tumore al polmone, patologia associata ad esposizione a arsenico, si mostra in crescita negli uomini, passando da circa un decesso annuo in meno negli anni settanta rispetto alla media regionale a 2 decessi annui in più nell’ultimo periodo (3 in più se ci riferiamo alla provincia di Foggia).

Tra le donne la mortalità per tumore polmonare è sempre superiore alla media regionale e mostra due decessi annui in più nel biennio 2012-2013.

Anche i decessi per tumore al pancreas sono superiori alla media regionale negli uomini e nelle donne, con valori indice di 121 e 125 rispettivamente. I tumori della sfera femminile (mammella, utero e ovaio) risultano tendenzialmente superiori alla media regionale, complessivamente quattro decessi in più sulla media regionale.

Aumenti rispetto alla media regionale sono presenti nell’ultimo periodo considerato per: malattie del sistema nervoso centrale; malattie cerebrovascolari e malattie dell’apparato digerente

Approfondendo l’analisi per classi di età, si rileva, nei periodi più recenti, un peggioramento della mortalità generale sia negli uomini sia nelle donne con età compresa tra 15 e 59 anni. La mortalità maschile per tumore al polmone nella stessa classe di età è in crescita negli uomini e dai primi anni’90 ha superato i valori sia regionali sia provinciali.

La mortalità per il tumore polmonare mostra un aumento per le coorti di nascita che avevano meno di 50 anni al momento dell’incidente del 1976, con 14 decessi in più sulla media regionale nell’arco di tempo esaminato.

La mortalità per eventi coronarici acuti per gli uomini tra 15 e 59 anni si mostra in eccesso rispetto alla media regionale nel periodo 2006-11, con quasi un decesso in più in media all’anno.

Sintesi dei primi risultati:

1- Per quanto riguarda la mortalità generale, dal 1970, la popolazione di Manfredonia ha progressivamente perso il vantaggio che aveva rispetto alla regione ed alla provincia.

2- Questo è vero in particolare per le malattie cardiovascolari mentre non vi sono differenze dalla media regionale o provinciale per l’insieme dei tumori maligni.

3- Dagli anni duemila, la mortalità per infarto del miocardio è in eccesso sulla media regionale e provinciale sia per gli uomini e sia per le donne, nelle età più giovani. Questo andamento è coerente con quanto osservato in popolazioni che hanno subito eventi traumatici e gravi conflitti sociali.

4- La mortalità per tumore polmonare, di speciale interesse considerata l’esposizione ad arsenico della popolazione, mostra un eccesso sulla media regionale e, in particolare, provinciale, a partire dagli anni 2000. Le coorti di nati che avevano tra i 15 e i 49 anni al momento dell’incidente del 1976 mostrano una frequenza maggiore dell’atteso che si può riassumere con 14 casi in eccesso sulla media regionale.

I primi risultati dello studio mostrano, con qualche incertezza statistica, luci ed ombre sullo stato di salute della popolazione. I dubbi sugli eventuali effetti nocivi dell’inquinamento ambientale subìto escono rafforzati. Bisogna chiarire i nessi con quanto è successo. Le richieste e il controllo delle azioni di bonifica e riqualificazione nell’area di Manfredonia e il presidio di monitoraggio epidemiologico sono prioritari. Il progetto “Indagine conoscitiva sullo stato di salute della popolazione e dell’ambiente nella Città di Manfredonia” continua con gli approfondimenti relativi agli analisi dei ricoveri, l’avvio della ricostruzione della coorte dei residenti e lo studio sui lavoratori presenti nello stabilimento nei giorni successivi all’incidente del 1976.

Nella tabella sono riportati per i periodi esaminati il numero di decessi, il rapporto standardizzato di mortalità con l’intervallo di confidenza al 90% (consiste nel valore di mortalità rispetto alla media regionale presa uguale a 100) e il numero di decessi attribuibili alla specificità di Manfredonia, al netto della struttura demografica per età e sesso (se di segno negativo significa che ci sono meno decessi annui rispetto alla media regionale, se positivi in più).

Tabella dei primi risultati dello studio

 

 

 

 

 

 

 

 


Partecipiamo tutti allo studio epidemiologico

Care concittadine e cari concittadini,

a quasi quarant’anni dall’incidente che avvenne nell’impianto Enichem, il 26 settembre 1976, manca ancora una valutazione epidemiologica esaustiva.

Dai primi mesi di quest’anno è in corso uno studio epidemiologico sullo stato di salute nella città di Manfredonia. Uno studio, che ho fortemente voluto e programmato già dal 2013, che si sta svolgendo con la preziosa collaborazione del CNR (Centro Nazionale delle Ricerche) e dell’ASL di Foggia.

 Il sindaco di Manfredonia
Angelo Riccardi

Questo studio richiede la partecipazione attiva della popolazione,

E’ fondamentale il coinvolgimento della cittadinanza per un modello di ricerca volto ad instaurare una sorveglianza“partecipata e condivisa” da parte della popolazione.

(Angelo Riccardi)

E’ la solita tiritera, una ritrovata sensibilità sulle questioni ambientali e la salute dei cittadini, o altro?

Il 22 gennaio 2015 una telefonata di Naurizio Portaluri mi informa di un Progetto Salute a Manfredonia per il quale sono coinvolte personalità del mondo scientifico di provata serietà. Mi chiede se ci sono ancora le condizioni per mobilitare quel movimento cittadino che ha caratterizzato la lotta all’Enichem. Purtroppo le mie risposte sono state negative. Mi chiede la disponibilità di collaborare con il team dei ricercatori ed io la offro.

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Ricerca epidemiologica partecipata

Il progetto, fortemente voluto dal Sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, si basa sui principi della ricerca partecipata con un tavolo di lavoro a cui prendono parte, oltre al Comune di Manfredonia, l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, sedi di Lecce e di Pisa, la ASL di Foggia, l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR, sedi di Lecce e Bologna, l’Università di Firenze, l’Impresa Sociale no-profit Epidemiologia e Prevenzione, il coordinamento cittadino di Manfredonia nato all’indomani della presentazione del progetto, lo scorso 6 febbraio 2015, per garantire la partecipazione della popolazione.

Per condividere ogni passo dell’indagine epidemiologica è stato istituito il sito www.ambientesalutemanfredonia.it in cui chiunque può consultare i documenti e i quesiti dell’indagine, oltre che dare risposte e riformulare le domande.

Per consentire, inoltre, l’accesso all’indagine anche a chi non utilizza i mezzi informatici, i cittadini che desiderano raccontare storie o esperienze personali possono farlo, anche in forma anonima, presso l’ufficio pubblico aperto presso il Centro diurno Alda Merini via Orto Sdanga n. 97 nei giorni di martedì e giovedì dalle ore 18.00 alle 20.00.

La cittadinanza tutta è invitata a partecipare agli incontri pubblici con il gruppo di ricerca  per discutere insieme dei possibili risultati dello studio e di quali azioni potrebbero essere intraprese.

(Angelo Riccardi)

 

I quesiti epidemiologici – Dai le tue risposte

In ogni studio o investigazione epidemiologica, cioè relativa alla stato di salute di una popolazione, bisogna prima definire bene le domande o quesiti a cui si intende dare risposta.

I metodi e i dati che si raccoglieranno dipendono dai quesiti a cui si vuole rispondere.

La discussione sui quesiti epidemiologici è iniziata già il 6 febbraio e proseguita il 1′ aprile 2015 e il 16 Giugno 2015  nelle assemblee e incontri pubblici con la cittadinanza di Manfredonia e promossi nell’ambito del progetto. In preparazione dell’incontro pubblico di Settembre pv intendiamo allargare la discussione a tutti coloro che vogliono partecipare compilando il questionario e contribuendo anche con nuove domane o commenti o suggerimenti che meglio formulino il quesito o lo rimodellino.

Il questionario è aperto e si può compilare qui. Sempre a questo scopo è possibile recarsi presso il Centro diurno “Alda Merini” via Orto Sdanga, 97 il martedì e il giovedì ore 18.00-20.00.

Per accedere al questionario compilabile on line, vai in questa pagina e, se non lo hai già fatto, crea un account: inventa un nickname (nome utente) e una password col quale identificarti. Non sono richiesti altri dati a garanzia dell’anonimato. Avrai subito accesso e la possibilità di dare la tua risposta e fare commenti alle domande. Potrai accedere più volte per rivedere le tue risposte.

Il sito per Manfredonia su Salute e Ambiente

portomanfredonia

L’idea di questo sito partecipativo nasce nell’Assemblea civica che si è tenuta nella Sala Consiliare del Comune di Manfredonia il giorno 6 Febbraio 2015, dopo la presentazione ufficiale dell’avvio di uno studio partecipato sullo stato di salute dei cittadini residenti a Manfredonia. Per individuare gli obiettivi, i modi e le azioni conseguenti, lo studio prevede la partecipazione congiunta dei ricercatori, degli enti istituzionali coinvolti e di tutti i cittadini e le cittadine che vorranno partecipare. Su questo sito si possono   raccogliere storie, racconti, interventi, dibattiti e quanto altro si ritenga utile condividere.

PERCHÉ QUESTO STUDIO SULLA POPOLAZIONE

A fine estate 2013  il Sindaco  Angelo Riccardi, ha contattato la Dott.ssa Maria Angela Vigotti per avviare uno studio con l’obiettivo di capire lo stato di salute della popolazione di Manfredonia e risalire, per quanto è possibile nella descrizione, ai tempi dell’incidente del 1976, quando dagli impianti Enichem si sprigionò una nube tossica contenente composti a base di arsenico.

Nel gennaio 2015 è stato firmato un accordo di collaborazione tra CNR, Comune ed ASL  per uno studio che durerà un anno e verrà realizzato con la collaborazione del Comune di Manfredonia, l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR (IFC-CNR), sedi di Lecce e di Pisa, la ASL di Foggia, l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR(ISAC-CNR), sedi di Lecce e Bologna, l’Università di Firenze e l’Impresa Sociale no-profit Epidemiologia e Prevenzione di cui è Presidente il Prof Annibale Biggeri. La responsabile scientifica del progetto è la Dott.ssa Vigotti.

L’accordo stabilisce un co-finanziamento da parte del Comune di centotrentamila euro (onnicomprensivi) oltre la disponibilità a collaborare con le proprie strutture al reperimento e messa a disposizione dei dati demografici. La ASL collabora con il proprio personale e con i database sanitari relativi alla mortalità e ai ricoveri ospedalieri. Il CNR contribuisce mettendo a disposizione il lavoro dei propri ricercatori e le proprie attrezzature (strumenti e programmi  di calcolo e quant’altro si renderà necessario). Nell’accordo si prevede anche che il CNR possa coinvolgere nello studio Università e Enti di ricerca sempre restando il principio della collaborazione a fini di ricerca che prevede che i ricercatori siano coinvolti nell’ambito del loro lavoro istituzionale. Nello studio è prevista anche una valutazione ambientale che implica sia una ricostruzione della diffusione degli inquinanti nei giorni all’incidente del 1976, sia una valutazione dello stato attuale, basata su documentazione esistente.

LA PARTECIPAZIONE POPOLARE

Tutto il progetto si basa sui principi della RICERCA PARTECIPATA che prevede la costituzione di un tavolo di lavoro con enti, ricercatori e cittadini/e di Manfredonia, da cui dovrà scaturire, in maggior dettaglio, il disegno dello studio, le modalità del suo svolgimento e, soprattutto, i suoi scopi, i quesiti a cui rispondere e le implicazioni che deriveranno dai risultati.

Per questo occorre il coinvolgimento di persone locali per integrare la documentazione esistente attraverso la raccolta di storie e la testimonianza di Associazioni o singoli\e cittadini\e che rappresentano la Memoria Storica di questa Città.

La sensibilità del Sindaco e l’interesse degli epidemiologi a capire la situazione dello stato di salute a Manfredonia partono naturalmente dalla gravità dell’incidente del 1976. A quarant’anni dall’evento si può essere in grado di valutarne le ripercussioni sullo stato di salute dei cittadini e delle cittadine, quantificarne gli esiti e fare le necessarie previsioni per il futuro. Una ricerca di questo tipo, per essere credibile e produrre indicazioni di sanità pubblica e di prevenzione, ha bisogno del coinvolgimento della popolazione.

La procedura prevede dunque, un calendario di  incontri aperti alla popolazione dove viene discusso cosa vuol dire una partecipata ricerca partecipata e come organizzarne lo svolgimento. E’ fondamentale infatti,che obiettivi, metodi e modi vengano discussi con tutti. Tradizionalmente gli studi su questa materia si fanno in altro modo: si raccolgono i dati disponibili, si revisionano le conoscenze, si fanno delle analisi più o meno standard e i ricercatori si rapportano con le istituzioni di appartenenza e i committenti locali. L’esperienza nel campo ha mostrato però, varie volte, la perdita di credibilità di tale modalità a causa del valzer di esperti che si sono succeduti, delle incertezze nelle perizie e degli insuccessi giudiziari. Ogni fase dello studio,dunque, a cominciare dal disegno, cioè la definizione degli obiettivi, la formulazione dei quesiti, la scelta dei metodi e il piano di analisi, va discussa con la popolazione.